| Scritto da Domenico Fabbricini,
13-02-2008 23:47
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Pubblicato in : Milan, L'avversario |
Quella che doveva essere una serata di festa, una serata che avrebbe potuto segnare la fine della rincorsa e l'aggancio alla zona Champions, si è trasformata in una serata nera. Una brutta partita, terminata con un pareggio (1-1) e soprattutto che segna forse la fine della carriera di Ronaldo. Minuto 11 della ripresa, il brasiliano in campo da un minuto si scontra in area di rigore con Vidigal, il portoghese tocca la sfera con la mano nel tentativo di anticipare Ronaldo: rigore. Ma nessuno si accorge immediatamente che Ronaldo è rimasto a terra.
Lo scontro non è sembrato pericoloso, ma l'attaccante è dolorante e si
tiene la caviglia. Ancelotti inserisce Serginho al suo posto e Ronaldo
esce dal campo in barella, una smorfia in viso.
Diagnosi: rottura del tendine rotuleo della gamba sinistra. Tante cure, tante speranze, il lento recupero, per un minuto di gioco e un nuovo infortunio. Probabilmente Ronaldo, all'età di 31 anni e tanti infortuni alle spalle, dovrebbe forse prendere in cosiderazione l'ipotesi di terminare una carriera straordinaria, costellata di tanti successi, ma ormai giunta a una svolta: continuare a soffrire nel tentativo di prolungare per qualche anno ancora la carriera (ma a quali condizioni?) o appendere le scarpe al chiodo e continuare la vita nel calcio sotto un altro ruolo. Se ne riparlerà forse tra 8 mesi, quando l'infortunio, stando alle prime analisi, dovrebbe guarire completamente.
Ma doveva essere anche la partita delle prime sperimentazioni di un baby Milan, con la coppia Paloschi-Gilardino in campo titolare e Gourcuff subito dietro. Esperimento fallito miseramente, se è vero che i due attaccanti non hanno creato praticamente azioni da gol nel primo tempo, sostituiti al 10' della ripresa da Inzaghi e Ronaldo. E a proposito di Ronaldo e Paloschi, solo tre giorni prima avevamo assistito all'esordio con gol del nuovo astro nascente del calcio italiano, oggi probabilmente all'addio di una grande stella, una sorta di passaggio virtuale di testimone.
La partita, di per sé, non ha offerto grossi spunti, la prima occasione della partita è del Livorno, al 9', e si capisce subito che per il Milan non sarà gara agevole, anche perchè il Livorno pare disposto bene in campo al cospetto di un Milan svogliato e quasi presuntuoso, convinto che, in un modo o nell'altro, vincerà comunque la partita. Ma per provare un altro brivido occorre attendere la mezz'ora, quando Gourcuff di testa sfiora la traversa. Al 34' è Kalazde, sempre di testa, a sfiorare il gol. Al 38' Amelia sugli schedi è bravissimo a nautralizzare un'incornata di Ambrosini. Si va al riposo sullo 0-0, con poche azioni e tanti sbadigli. Nella ripresa, al 4', il Livorno è subito in gol: gran discesa di Pulzetti, tra i migliori per il Livorno, che dalla destra converge e infila di sinistro la palla sotto l'incocio più lontano dove Kalac non può arrivare. Gol amaranto, neanche tanto soprendente. Ancelotti si gioca la carta Inzaghi-Ronaldo e un minuto dopo cade l'azione chiave di cui sopra. Pirlo trasforma il rigore dagli undici metri proprio mentre Ronaldo abbandona il campo con le mani sul volto. Ma la partita resta monotona, e l'interesse si sposta maggiormente sulle sorti di Ronaldo che su quel che accade in campo. All mezz'ora Inzaghi rischia anche di segnare la rete del sorpasso, ma un super Amelia vola a neutralizzare il suo colpo di testa. Il Milan prova a spingere ma il Livorno non si disunisce e difende con ordine, anzi nel finale è proprio Pulzetti, ancora lui, a divorarsi un gol grande come una casa, arrivando scoordinato su un cross dalla sinistra e bloccando praticamente la palla a porta vuota anzichè appoggiarla in rete. Ultimo brivido al 95', quando Kalac, rinviando con i piedi, colpisce Rossini che per poco non segna un gollonzo.
Un passettino che avvicina ancor più il Milan alla zona Champions, ma che vede ridursi il parco attaccanti a sole 4 pedine, Paloschi compreso.
MILAN-LIVORNO 1-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: Pulzetti (L) al 5' p.t., Pirlo su rigore (M) al 16' s.t.
MILAN (4-3-1-2): Dida; Oddo, Bonera, Kaladze, Favalli; Gattuso, Pirlo, Ambrosini; Gourcuff; Paloschi (F. Inzaghi dall'12' s.t.), Gilardino (Ronaldo dall'12' s.t., Serginho dal 16' s.t.). (Fiori, Cafu, Simic, Jankulovski). All.: Ancelotti.
LIVORNO (3-5-2): Amelia; Grandoni, Knezevic, Galante; Pulzetti, Vidigal (Pavan dal 39' s.t.), De Vezze, A. Filippini, Pasquale; Tristan (Rossini dal 31' s.t.), Tavano (Diamanti dal 45' p.t.). (De Lucia, E. Filippini, Bogdani, Vailatti). All.: Camolese.
ARBITRO: Brighi di Cesena.
NOTE: spettatori paganti 4.242 per un incasso di 68.205,00 euro; 43.140 abbonati per una quota di euro 696.769,00. Ammoniti Gattuso e Vidigal per gioco falloso, Tristan per comportamento non regolamentare. Angoli: 10-0. Recupero: 1' p.t.; 5' s.t.
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