| Scritto da Fabio Costantino,
03-02-2008 23:57
|
Pagina vista : 130  |
Pubblicato in : Inter, L'avversario |
Scatto di undici metri per l’Inter, che si riprende contro l’Empoli quanto perso domenica scorsa a Udine, a vantaggio della Roma. Con tanto di interessi. Già, perché la soffertissima vittoria di rigore sui toscani vale ai nerazzurri il +8 sulla squadra di Spalletti, tramortita in quel di Siena senza troppe giustificazioni. È proprio il caso di dirlo: le vittorie più sudate sono quelle che danno maggiori soddisfazioni, anche dal punto di vista pratico. E poco importa se la squadra di Mancini abbia sfoderato una delle sue prestazioni meno convincenti, la classifica fuga ogni perplessità.
Senza dimenticare l’ennesimo handicap dell’uomo in meno (la terza volta nelle ultime quattro partite, sempre nei primi 45’), figlio di una leggerezza inspiegabile di Vieira. Dal canto suo, Malesani ha ottime ragioni per rammaricarsi, non solo per la posizione in classifica alla quale almeno un punticino avrebbe dato sollievo. L’Empoli ha giocato una buona partita, ma forse avrebbe dovuto sfruttare meglio la superiorità numerica. Se poi Saudati dal dischetto si fa ipnotizzare da Julio Cesar a 8 minuti dal triplice fischio finale di Tagliavento, la delusione aumenta ferocemente. Già, Tagliavento: non è stata di certo la sua migliore giornata, caratterizzata da un rigore dubbio concesso all’Inter, da un’espulsione nel primo tempo e da tante decisioni contestate che hanno innervosito entrambe le squadre. Se il miglior pregio di un arbitro è passare inosservato, il nostro deve fare molto meglio.
Fuori Maicon e Cordoba, Mancini rilancia Chivu sulla sinistra e il tandem Stankovic Vieira a sostegno di Cambiasso. Il centrocampo ufficiale dell’Inter riprende forma. In avanti, i soliti noti Ibrahimovic e Cruz. Malesani pensa bene di imbottire il centrocampo e di affidarsi a Pozzi quale unica punta, sostenuto dall’estro di Vannucchi. Niente campo per Giovinco. L’avvio del match parla toscano, con gli ospiti carichi al punto giusto. L’Inter appare un po’ sorpresa e fatica a carburare, ma dietro non rischia più di tanto. Il lavoro principale di Julio Cesar è raccogliere i traversoni che provengono dalle fasce. I ritmi sono blandi e la retroguardia empolese è ben messa, tant’è che l’attacco interista rimane spesso bloccato nella gabbia dell’offside. L’unico spunto degno di cronaca, è un traversone di Ibra su cui Jimenez e Stankovic di meglio non trovano che ostacolarsi a vicenda. Il serbo sembra in condizione e al 22’ spara dalla distanza, costringendo Bassi alla respinta in corner, poi serve 5’ dopo Cruz, la cui conclusione in scarso equilibrio termina alta. La sfida resta aperta per merito dei biancoblù e per demerito di un’Inter troppo svogliata, eccessivamente aggrappata ai lanci lunghi dalle retrovie. L’episodio che sblocca la contesa arriva al 34’, quando Vannucchi si oppone con un braccio (o con il volto) a una conclusione di sinistro di Stankovic. Per Tagliavento nessun dubbio, è calcio di rigore tra le proteste dell’Empoli: Ibrahimovic non sbaglia e porta in vantaggio la sua squadra, ma le polemiche nei prossimi giorni saranno ancora roventi. Al 38’ episodio importante: Vieira prima si fa ammonire per una trattenuta a centrocampo, poi, non pago, va a esprimere il suo punto di vista a Tagliavento che estrae il secondo giallo, un attimo prima del fatidico rosso. Il francese va sotto la doccia, dopo una prestazione alquanto scialba. Nel finale della prima frazione, Cruz impegna Bassi con un intervento sul primo palo, poi Materazzi e Moro hanno un incontro molto ravvicinato e poco amichevole nell’area nerazzurra, con i rispettivi compagni di squadra intenti a dividerli. Si va negli spogliatoi in un clima di puro nervosismo, inimmaginabile alla vigilia.
Costretto a correre ai ripari (ma ormai ci sarà abituato), Roberto Mancini lascia negli spogliatoi Jimenez e manda in campo Maxwell, con conseguente dirottamento a centrocampo di Chivu. Neanche il tempo di valutare le conseguenze di questa scelta che sul centrocampo nerazzurro si abbatte una nuova tegola: Stankovic, vittima probabilmente di una contrattura, deve abbandonare il terreno di gioco dopo appena 2’ dalla ripresa. Davvero una sfortuna nera per il centrocampista, che si era ripreso da poco da un guaio al tallone che lo tormentava da tempo. Si spera che lo stop non sia lungo. Al suo posto subentra Rivas, che si piazza in mezzo, con Burdisso spostato a destra e Zanetti a centrocampo. Approfittando dei cambi tattici dell’avversario, l’Empoli si riversa nella metà campo nerazzurra e Julio Cesar deve opporsi al destro pericoloso di Buscè. Lo stesso centrocampista ci prova al 54’ di testa, senza dare però la forza giusta al pallone. Dopo una decina di minuti Mancio spedisce in campo Suazo al posto di Cruz, nella speranza di sfruttare gli eventuali spazi che i toscani avrebbero lasciato al contropiede interista. La replica di Malesani è scontata: dentro Saudati, un attaccante, fuori Moro, centrocampista. Poi è il turno di Abate, esterno offensivo, per il difensore Marzoratti. Julio Cesar è ancora attento al 63’, quando si oppone a un colpo di testa di Saudati molto insidioso. Suazo sembra in palla, ma pecca gravemente di imprecisione: le sue sgroppate non trovano così la conclusione sperata e tengono in corsa gli ospiti. Bravo Bassi al 76’ a respingere un destro di Maxwell dopo uno scambio con Burdisso. L’Inter soffre la pressione empolese e ogni occasione per allontanare la palla dalla sua area è puro ossigeno. L’esterno brasiliano è bravissimo anche un minuto dopo, quando mette in mezzo un cioccolatino che Materazzi non riesce a scartare in tuffo di testa: palla fuori e mani nei capelli. Ma le mani nei capelli il difensore le può mettere con maggiore convinzione all’83’, quando appena dentro l’area colpisce Saudati, inducendo Tagliavento a concedere il rigore. Occasione clamorosa per l’Empoli e per la sopravvivenza del campionato (la Roma sta crollando a Siena), a pochi minuti dalla fine per l’Inter sarebbe stata un’impresa tornare avanti. Saudati si presenta dal dischetto e batte sulla sua destra, ma Julio Cesar è strepitoso nel tuffarsi e deviare sul fondo, scatenando l’entusiasmo di San Siro. Non c’è che dire, il portiere nerazzurro ha messo la firma in calce su questa fuga in testa al campionato. Nel finale, i toscani, pur scossi dalla chance gettata al vento, si lanciano in avanti ma riescono a produrre solo una girata di Pozzi di poco fuori. Il fischio finale arriva dopo 5 interminabili minuti e sancisce il +8 dell’Inter, che guadagna punti su tutte le inseguitrici. Se questa non è una spallata netta alle speranze delle avversarie (in una giornata poco esaltante), poco ci manca. Mancini può sorridere: nonostante infortuni e squalifiche, il suo giocattolo continua a produrre risultati come una macchina perfetta. Cosa chiedere di più? Magari meno infortuni e squalifiche…
INTER-EMPOLI 1-0
(primo tempo 1-0)
MARCATORE: Ibrahimovic (I) su rigore al 34' p.t.
INTER (4-3-1-2): Julio Cesar; Zanetti, Burdisso, Materazzi, Chivu; Stankovic (dal 4' s.t. Rivas), Cambiasso, Vieira; Jimenez (dal 1' s.t. Maxwell); Ibrahimovic, Cruz (dal 10' s.t. Suazo). (Toldo, Maniche, Pelè, Crespo). All. Mancini
EMPOLI (4-5-1): Bassi; Raggi, Marzoratti (dal 14' s.t. Abate), Piccolo, Antonini; Buscè, Marianini, Moro (dal 10' s.t. Saudati), Budel, Vannucchi; Pozzi. (Balli, Rincon, Tosto, Volpato). All. Malesani
ARBITRO: Tagliavento
NOTE: spettatori 40.000 circa; espulso al 39' p.t. Vieira (I) per proteste. Ammoniti Vannucchi, Vieira, Cambiasso, Abate, Piccolo, Julio Cesar, Pozzi, Saudati. Al 38' st Saudati (E) si è fatto parare un rigore da Julio Cesar. Recupero 0' p.t. 5' s.t.
|
|
|