E alla fine chi decide la partita del Granillo? Chi trova il guizzo vincente che regala al Milan altri tre punti pesantissimi per la corsa al quarto posto? Come nelle migliori favole, è ancora lui, come a Udine, a mettere a segno la rete decisiva: Alberto Gilardino. Al centro, ormai dall'arrivo di Pato, di tante discussioni, di presunti scambi di calciomercato, di richieste di cessione e puntuali smentite da parte della società, Alberto risponde sempre come lui sa fare: con i gol. Lesto al 17' a ribadire in rete un cross dalla sinistra di Pirlo.
E così ripaga anche la fiducia di Ancelotti, che lo schiera dal primo minuto al fianco di Pato, confermando le voci della vigilia che parlavano di tridente: il terzo è Kakà, dietro le due punte. Si rivede anche Dida, ma in panchina, Ancelotti preferisce dare fiducia a chi è più in forma in questo momento, vale a dire kalac (vedi la partita contro il Genoa) e il brasiliano resta spettatore non pagante. Come previso la Reggina imposta la partita all'insegna della copertura, stando attenta a non scoprirsi troppo per poi ripartire in contropiede. Il Milan giochicchia senza strafare, secondo uno schema ormai consolidato e svelato dallo stesso Ancelotti: squadra al piccolo trotto nel primo tempo, per cercare di stanare l'avversario, per poi spingere nella ripresa. Stavolta però non è stato necessario aspettare la ripresa perché il lampo di Gila è arrivato già dopo 17 minuti.
Si diceva del modulo, con Emerson vertice basso del rombo, Pirlo a sinistra, Gattuso a destra, Kakà vertice alto. In difesa Oddo, Nesta, Kaladze e Favalli. Neanche dopo il gol la Reggina riesce a reagire, atteggiamento che favorisce ancor più i rossoneri, che non devono faticare più di tanto nel controllare il risultato. Poco Pato nel primo tempo, il campioncino brasiliano conferma di trovarsi più a suo agio tra le mura amiche che in trasferta. Al 20', ancora Gilardino spedisce fuori di un soffio sempre di testa. Il Milan attacca a tamburo battente, Pirlo e due volte Gattuso sfiorano la marcatura; brividi però per i rossoneri al 32', quando Ceravolo salta Nesta e calcia in porta: Kalac salva.
Nel primo tempo non accade più nulla. Nella ripresa, al 72', Pirlo "rischia" di chiudere la partita con la specialità della casa: su calcio di punizione batte il portiere avversario ma è la traversa a dirgli di no. Sul rimbalzo Campagnolo compie un miracolo su colpo di testa di Emerson da due passi. Al 75', arriva l'unico acuto di Pato: un tiro al volo calciato fuori. Il Milan vuol chiudere la partita ma quello che sprecano i rossoneri è da mangiarsi le mani: Emerson, Gourcuff e Gattuso non capitalizzano le occasioni capitategli a tiro. Non si schioda così il risultato di 1-0, ma tanto basta al Milan per portarsi a sole tre lunghezze dall'Udinese in attesa del recupero col Livorno. Massimo risultato col minimo sforzo, ma ora a Firenze servirà un altro Milan, contro un'altra diretta avversaria per la zona Champions.